Skin life blog

Capelli

3 errori da non commettere
in caso di forfora.

I nostri esperti

Michel Le MaitreDermatologo Consulente scientifico per Vichy

Delphine CourteilleHair Stylist (sfilate)

Vederla comparire sui capelli e sulle spalle logora i nervi e spinge a ricorrere all’artiglieria pesante pur di liberarsene.

Una reazione da cui spesso deriva l'aggravarsi della situazione, soprattutto quando il cuoio capelluto è sensibile e dà prurito. Facciamo il punto su tutti quei gesti che non bisogna più fare per vedere finalmente le cose cambiare.

Errore n° 1: Colpevolizzare

La comparsa della forfora non dipende dalla nostra volontà e non è in nessun caso il risultato della mancanza di igiene. Peraltro un terzo della popolazione ne è soggetta. Sia che si tratti di forfora grassa o di forfora secca, l’origine è la stessa e cioè: le ghiandole sebacee che secernono troppo sebo decuplicano la presenza di un lievito presente naturalmente sulla superficie del cuoio capelluto. In dosi massicce, questo lievito diventa irritante e rende fragile la barriera cutanea. Risultato: il cuoio capelluto diventa sensibile, si desquama intensamente e compare la forfora, spiega il dermatologo Michel Le Maître.

Errore n° 2: Pulire in modo aggressivo

Non usare shampoo inappropriati o eccessivamente aggressivi. Alla lunga, sensibilizzano il cuoio capelluto e ne favoriscono l’arrossamento. La cosa giusta da fare è lavare i capelli scegliendo uno shampoo anti-forfora preferibilmente con pH neutro, per ripristinare l’equilibrio acido-basico di questa zona, spiega Delphine Courteille, hair stylist di molte sfilate di moda. Infine, puntate sulle nuove texture che rispettano la fibra e il cuoio capelluto sensibile e sugli attivi trattanti, dimostratisi efficaci nel trattamento della forfora (come il disolfuro di selenio, il piroctone olamina, l’acido salicilico, lo zinco, il selenio o la vitamina PP).

Errore n° 3: Improvvisarsi esperti di chimica

Fabbricando il vostro shampoo con oli essenziali, aumentate le possibilità di provocare arrossamenti: spesso gli oli essenziali sono allergizzanti e possono aggredire il cuoio capelluto fragile. Meglio affidarsi a formule lenitive proposte in farmacia, conclude Michel Le Maître.

3 gesti provvidenziali

Lo shampoo ossigenante di Delphine Courteille
Sotto la doccia, munitevi di una spazzola che non teme l’acqua. Poi, quando la schiuma è abbastanza densa, spazzolate delicatamente le radici senza strofinare, per non rischiare di aggredire il cuoio capelluto. Qual è lo scopo? Agevolare la distribuzione dello shampoo su tutta la capigliatura, particolarmente efficace in caso di capelli lunghi. E poi una purificazione totale delle radici e del cuoio capelluto. Purificato dagli eccessi di sebo e di lieviti, il cuoio capelluto non sarà più fragile e si squamerà meno. Dopo qualche settimana: meno forfora e un cuoio capelluto più pulito.

Scegliete temperature più fredde
Acqua quasi fredda al momento dello shampoo e aria altrettanto fredda al momento dell'asciugatura: la scelta migliore perlenire le sensazioni provocate dall’arrossamento. Tenete presente che il calore stimola le ghiandole sebacee.

Dimenticate gli accessori
Foulard, cappelli e fasce accrescono la temperatura del cuoio capelluto inducendone una maggiore sudorazione con sovra-stimolazione delle ghiandole sebacee. Infine evitate di toccare i capelli, scegliete uno shampoo anti-forfora e limitate l'uso dei prodotti per l'acconciatura.