Skin life blog

Anti-imperfezioni

Imperfezioni in età post-adolescenziale:
evitare l’esclusione sociale

I nostri esperti

Dr Nayla ChidiacDr Nayla ChidiacPsychologue

Generalmente le imperfezioni  sono tollerate abbastanza bene durante l’adolescenza, mentre spesso sono vissute male dagli adulti. La psicologa Nayla Chidiac ritorna su questo legame tra  imperfezioni ed esclusione sociale.

Si tende ad associare le imperfezioni della pelle all’età dell’adolescenza. Ciò nonostante più del 40% delle donne adulte presenta imperfezioni sul viso. Perché è così difficile conviverci?

Proprio come un’impronta digitale, il viso costituisce la nostra identità. È attraverso il viso che si instaura il primo contatto con l’altro, che può dare origine a un colpo di fulmine o, al contrario, al rifiuto. Le persone che mal convivono con pelle a tendenza acneica hanno spesso una fiducia in se stesse già “vacillante”, che  le imperfezioni contribuiscono a rendere ancora più fragile. In altre parole, dal momento in cui qualcuno poserà lo sguardo su di loro, avranno l’impressione che stia osservando la loro pelle. Questa fragilità rende di fatto la relazione con l’altro particolarmente difficile.

Quali consigli darebbe alle donne con pelle a tendenza acneica?

Io consiglio di cominciare consultando un dermatologo. Il trattamento proposto può essere sufficiente. Ciò nonostante può essere opportuno farsi seguire parallelamente da uno psicologo, se la costruzione del sé della paziente è fragile. Una terapia può aiutare a rafforzare, consolidare o riparare una scarsa stima di sé.

Quale tipo di assistenza psicologica scegliere?

Le TCC (terapie cognitivo-comportamentali) funzionano molto bene in caso di problemi legati alla fiducia in se stessi perché mirano alla ferita narcisistica per rafforzare la stima di sé, in un tempo piuttosto breve. Sebbene più lunga, potrà  essere efficace anche una terapia analitica. Infine, non ho niente contro l’ipnosi se viene praticata da un “vero” specialista.

La mancanza di fiducia in se stessi è quindi un problema da trattare a tutti gli effetti?

Le risponderei citando Goethe: “Se si ha fiducia in se stessi, si ispira fiducia negli altri”. La mancanza di fiducia in se stessi altera inesorabilmente la relazione con il mondo esterno. Nei casi più estremi, può arrivare fino all’auto-esclusione. A rischio di ripetermi, non bisogna esitare a consultare un dermatologo e, perché no, un nutrizionista, perché alcuni problemi di pelle possono derivare da disturbi alimentari. Infine, se il ripiegamento su se stessi si conferma o è già cominciato, il ricorso a uno psicologo mi sembra molto importante.