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La Menopausa e la Dieta Chetogenica

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Il passaggio dal periodo fertile a quello non fertile di una donna è caratterizzato, tra le altre cose, dall’aumento di peso; ecco in che cosa consiste la dieta chetogenica e perché farla in menopausa.

La Menopausa e la Dieta Chetogenica

Uno dei disturbi più frequenti che una donna si trova a vivere durante la menopausa è il rallentamento del metabolismo e un conseguente aumento del peso. Lo strato adiposo si concentra poi in modo particolare nel girovita e dimagrire diventa molto difficile. Per questo motivo vengono generalmente consigliati regimi alimentari poveri di zuccheri, associati ad attività fisica da svolgere quotidianamente. Uno di questi è la dieta chetogenica che in menopausa risulta essere particolarmente efficace ma, come tutti i regimi alimentari rigidi, presenta pro e contro.

Come funziona la dieta chetogenica

Quando si assumono carboidrati, questi vengono convertiti in glucosio che viene utilizzato dal nostro organismo attraverso la circolazione sanguigna fornendo pronta energia.
Con un’alimentazione quasi priva di carboidrati, l’organismo va in chetosi, ossia il fegato converte tutti i grassi in corpi chetonici per fornire l’energia necessaria a tutte le sue funzioni. A livello metabolico quindi l’organismo non avendo a disposizione zuccheri o amidi, inizia a bruciare tutti i grassi depositati, soprattutto quelli del tessuto adiposo.

Dieta chetogenica: pro e contro

Il vantaggio principale della dieta chetogenica è che è in grado di dare risultati concreti già in poche settimane. Un altro è rappresentato dal fatto che grassi e proteine sono più sazianti dei carboidrati, quindi chi segue una dieta chetogenica, tendenzialmente mangia di meno.
La controindicazione di una dieta chetogenica soprattutto in menopausa, è rappresentata dal fatto che questa prevede un relativamente alto apporto proteico, con possibile sovraffaticamento di fegato e reni con possibili effetti collaterali. Ecco perché una dieta chetogenica dovrebbe essere sempre seguita solo sotto stretto controllo medico.

Quale dieta in menopausa

La diminuzione di estrogeni scatena diverse condizioni come l’accumulo di grasso nella zona addominale, gonfiore e senso di pesantezza. Contestualmente la digestione diventa più lenta e l’intestino potrebbe iniziare a essere sempre più pigro. Si presenta per questo l’esigenza di cambiare qualche abitudine alimentare, preferendo per esempio frutta e verdura di stagione per il giusto apporto di vitamine, e tanta acqua per una corretta idratazione.
La dieta mediterranea classica prevede tre pasti principali e una percentuale giornaliera di carboidrati pari a circa il 60% sul totale, più il 25-30% di grassi e il 10-15% di proteine. Una dieta chetogenica in menopausa prevede invece una drastica riduzione dei carboidrati a favore delle proteine sia vegetali che animali e dei grassi buoni come olio extravergine di oliva. Come detto però, si tratta di una dieta che deve essere assolutamente effettuata sotto il controllo di un medico specialista.

Gli alimenti sì in menopausa

Ove non ci siano controindicazioni specifiche, gli alimenti da preferire sono quelli ricchi di fitoestrogeni, che possono essere suddivisi in tre gruppi principali:

  1. Isoflavoni: legumi come soia oppure il trifoglio rosso
  2. Lignani: semi di lino e semi oleosi in genere
  3. Cumestani: semi di girasole, fagioli e germogli.

Via libera poi a parmigiano e formaggi light come lo yogurt che danno il giusto apporto di calcio per contrastare eventuali problemi di osteoporosi. Sì al tuorlo d’uovo e a verdure come broccoli, spinaci e asparagi, ai legumi e alla frutta secca come mandorle e noci.
Il consiglio, comunque è sempre quello di seguire un regime alimentare vario dietro controllo medico e di diminuire le porzioni. Senza dimenticare tutti i controlli di routine previsti in questa fase.

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