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3 errori da evitare con la maschera all’argilla

3 errori da evitare con la maschera all’argilla
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Alleata della pelle impura e con imperfezioni, l’argilla vanta, tra le altre, straordinarie proprietà purificanti e sebo-regolatrici. Scopriamo insieme i suoi benefici e come sfruttarli al meglio.



L’argilla è da lungo tempo utilizzata per le sue proprietà benefiche [1], soprattutto nei trattamenti dermocosmetici. Alcuni studi [2] hanno infatti dimostrato che trattare la pelle con specifiche tipologie di argilla aiuta a purificarla, ad assorbire il sebo in eccesso, a rinfrescare la superficie cutanea. [3]

Argilla: varietà e benefici

Sostanza di origine minerale, l’argilla è nota per le sue proprietà che depurano la pelle da impurità, accumuli di sebo, tutti fattori che possono scatenare la comparsa di imperfezioni, o la reazione della pelle sensibile.

Ma non tutta l’argilla è uguale. Nel mondo della dermocosmetica, infatti, le sue diverse varietà hanno benefici specifici, che vengono utilizzati per la formulazione di maschere adatte a diversi tipi di pelle o studiate per combattere determinate condizioni cutanee.

L’argilla bianca, o caolino, ricca di calcio, silicio, magnesio e zinco, è nota per le sue proprietà antibatteriche e la capacità di lenire gli arrossamenti cutanei senza disidratare la pelle. Ha la grana fine e tra tutte le tipologie di argilla è considerata la più delicata, per questo è indicata per la pelle secca e sensibile.

L’argilla verde, ha un elevato potere assorbente, caratteristica che la rende ideale per eliminare il sebo in eccesso della pelle grassa e con imperfezioni. Ricca di rame, che le dona anche il suo caratteristico colore, contiene numerosi minerali tra cui zinco, fosforo e silicio, importanti per purificare la pelle in profondità.

E per chi ha la pelle secca o screpolata? L’ideale è scegliere una maschera all’argilla rossa, che è in grado di purificare il viso, promuovendone il rinnovamento cellulare. Il suo colore è dovuto all’alto contenuto di ossido di ferro, ma è ricca anche di molti altri minerali tra cui calcio e sodio che le conferiscono le sue proprietà purificanti, lenitive e rigeneranti. L’argilla rossa, inoltre, stimola la microcircolazione: la pelle risulterà più nutrita e ossigenata, tonica e liscia.

Le black mask detox, uno degli ultimi trend nel mondo delle maschere viso, sono formulate a partire dal carbone vegetale – un carbone, che non è argilla – che ha la capacità di liberare la pelle da impurità, e particelle inquinanti. [4] Un’azione detox profonda, perfetta per pulire i pori e illuminare la pelle, adatta anche a quella secca o più sensibile.



Gli errori da non fare
Nonostante le maschere viso all’argilla siano molto apprezzate nel mondo beauty, esistono ancora numerosi falsi miti che le riguardano. Abbiamo analizzato per te i 3 errori più comuni legati al loro utilizzo, per aiutarti a evitarli ed ottenere così il massimo beneficio dalla tua maschera viso.

Errore 1: Scegliere la tipologia di maschera all’argilla non adatta alla tua pelle

Come abbiamo visto, “argilla” è un termine generico che si usa per indicare diverse varietà di composizioni minerali naturali, ciascuna delle quali ha proprietà specifiche ed è adatta a diversi tipi di pelle e di condizioni cutanee. Ecco perché è così importante conoscere le varie tipologie di argilla e le relative proprietà, e scegliere la più adatta alla tua pelle, proprio come fai per gli altri trattamenti della tua beauty routine.

Errore 2: Lasciare la maschera in posa per più di 10 minuti sulla pelle

Le maschere viso all’argilla assorbono il sebo in eccesso (assorbimento) e catturano le impurità (adsorbimento). Ciò significa che l’argilla può seccare la pelle se lasciata in posa troppo a lungo. Non è necessario aspettare che la maschera si secchi completamente: l’ideale è lasciarla in posa per un tempo non superiore a 10 minuti, come raccomandato per esempio per la Maschera Argilla Purificante di Vichy. Se dopo aver rimosso la maschera la tua pelle è secca o tirata, idratala con il Booster quotidiano fortificante e rimpolpante Minéral 89.

Errore 3: Applicare la maschera all’argilla indistintamente su tutto il viso

Ogni zona del viso ha le sue specifiche esigenze. Per esempio, potresti avere la pelle unta nella zona T e secca sulle guance. La stessa tipologia di maschera non è adatta necessariamente a trattare differenti condizioni cutanee,. Opta per un’applicazione su specifiche aree o multi-masking: applica, cioè, la maschera solo nelle zone con specifiche problematiche (per esempio, dove ci sono brufoli e imperfezioni) oppure utilizza maschere diverse per le diverse aree del viso.

La routine perfetta per la maschera all’argilla

Sapevi che per massimizzare l’effetto della tua maschera all’argilla è fondamentale anche preparare la pelle prima e riequilibrarla dopo l’applicazione? Ecco come farlo!

  • Prepara la pelle pulendo il viso con il tuo detergente abituale, avendo cura di rimuovere ogni traccia di makeup.
  • Asciuga la pelle tamponandola con un asciugamano pulito.
  • Applica la maschera con un pennello morbido o stendila con i polpastrelli sul viso, evitando il contorno occhi e le labbra.
  • Lasciala in posa per il tempo indicato e non oltre, poi risciacquala accuratamente con abbondante acqua fresca o leggermente tiepida.
  • Tampona il viso e idratalo con un booster idratante come Minéral 89 o con il trattamento specifico per il tuo tipo di pelle che usi abitualmente.
  • Infine, riequilibra, rigenera e rinforza la pelle con una spruzzata rinfrescante di Acqua Termale Mineralizzante di Vichy.

Ricapitolando: le maschere all’argilla sono ideali per liberare i pori dalle impurità ma è importante sceglierle e utilizzarle in modo corretto!

[1] Ubick, S. “Mud, Mud, Glorious Mud”, in The Magazine for the California Academy of Sciences, October 2005
[2] ‘Valenti, D.M., Silva, J. et al, ‘Effect of topical clay application on the synthesis of collagen in skin: an experimental study’ in Clinical and experimental dermatology 37.2 (2012) pp. 164-168
[3] Williams, L. and Haydel, S. ‘Evaluation of the medicinal use of clay minerals as antibacterial agents’ in International Geology Review 52.8 (2010) pp. 745-770
[4] Bansal, R. and Goyal, M. Activated Carbon Absorption (2005: USA, Taylor & Francis)

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