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3 errori da non commettere in caso di forfora

Quando compare, tutti farebbero qualsiasi cosa pur di liberarsene ma in caso di forfora ci sono tanti errori da non commettere. Scopri quali.

3 errori da non commettere  in caso di forfora

Quando compare la forfora, la prima reazione è fare qualsiasi cosa pur di liberarsene. Una reazione da cui spesso deriva l'aggravarsi della situazione, soprattutto quando il cuoio capelluto è sensibile e dà prurito. Facciamo il punto su tutti quei gesti che non bisogna più fare se compare la forfora per vedere finalmente le cose cambiare.

Errore n° 1: Colpevolizzare

La comparsa della forfora non dipende dalla nostra volontà e non è in nessun caso il risultato della mancanza di igiene. Peraltro un terzo della popolazione ne è soggetta. Sia che si tratti di forfora grassa o di forfora secca, l’origine è la stessa e cioè: le ghiandole sebacee che secernono troppo sebo decuplicano la presenza di un lievito presente naturalmente sulla superficie del cuoio capelluto. In dosi massicce, questo lievito diventa irritante e rende fragile la barriera cutanea. Risultato: il cuoio capelluto diventa sensibile, si desquama intensamente e compare la forfora, spiega il dermatologo Michel Le Maître.

Errore n° 2: Pulire in modo aggressivo

Non usare shampoo inappropriati o eccessivamente aggressivi. Alla lunga, sensibilizzano il cuoio capelluto e ne favoriscono l’arrossamento. La cosa giusta da fare è lavare i capelli scegliendo uno shampoo anti-forfora preferibilmente con pH neutro, per ripristinare l’equilibrio acido-basico di questa zona, spiega Delphine Courteille, hair stylist di molte sfilate di moda. Infine, puntate sulle nuove texture che rispettano la fibra e il cuoio capelluto sensibile e sugli attivi trattanti, dimostratisi efficaci nel trattamento della forfora (come il disolfuro di selenio, il piroctone olamina, l’acido salicilico, lo zinco, il selenio o la vitamina PP).

Errore n° 3: Improvvisarsi esperti di chimica

Fabbricando il vostro shampoo con oli essenziali, aumentate le possibilità di provocare arrossamenti: spesso gli oli essenziali sono allergizzanti e possono aggredire il cuoio capelluto fragile. Meglio affidarsi a formule lenitive proposte in farmacia, conclude Michel Le Maître.

3 gesti provvidenziali

Lo shampoo ossigenante di DERCOS
Sotto la doccia, munitevi di una spazzola che non teme l’acqua. Poi, quando la schiuma è abbastanza densa, spazzolate delicatamente le radici senza strofinare, per non rischiare di aggredire il cuoio capelluto. Qual è lo scopo? Agevolare la distribuzione dello shampoo su tutta la capigliatura, particolarmente efficace in caso di capelli lunghi. E poi una purificazione totale delle radici e del cuoio capelluto. Purificato dagli eccessi di sebo e di lieviti, il cuoio capelluto non sarà più fragile e si squamerà meno. Dopo qualche settimana: meno forfora e un cuoio capelluto più pulito.

Scegliete temperature più fredde
Acqua quasi fredda al momento dello shampoo e aria altrettanto fredda al momento dell'asciugatura: la scelta migliore perlenire le sensazioni provocate dall’arrossamento. Tenete presente che il calore stimola le ghiandole sebacee.

Dimenticate gli accessori
Foulard, cappelli e fasce accrescono la temperatura del cuoio capelluto inducendone una maggiore sudorazione con sovra-stimolazione delle ghiandole sebacee. Infine evitate di toccare i capelli, scegliete uno shampoo anti-forfora e limitate l'uso dei prodotti per l'acconciatura.

Michel Le Maitre
Dermatologo Consulente scientifico per Vichy

Delphine Courteille
Hair Stylist (sfilate)

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