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Perdite Marroni e Rosa in Menopausa: Cosa Significa?

Il presentarsi di perdite marroni in menopausa può essere un disturbo abbastanza frequente che può destare qualche preoccupazione. Di colore marroncino e a volte rosato, queste perdite ematiche possono essere dovute ai cambiamenti ormonali e, quando si presentano, è sempre bene avvisare il proprio ginecologo.

Perdite Marroni e Rosa in Menopausa: Cosa Significa?

Le perdite marroni in menopausa, a differenza delle “false mestruazioni” abbastanza frequenti nel periodo della premenopausa, o dello spotting, tipico fenomeno collegato ad un ciclo mestruale irregolare, sono generalmente legate al calo di estrogeni e progesterone tipico della menopausa, ma non solo.

Non è raro che delle perdite di sangue si presentino durante i primi mesi dall’interruzione del ciclo. Esse possono essere causate infatti dalla presenza dei pochi estrogeni rimasti ancora in circolo nell’organismo; questi spot ematici dovrebbero però cessare del tutto entro i primi sei mesi di assenza delle mestruazioni.

Indagare tempestivamente le cause di queste perdite, consultando il proprio ginecologo o medico di fiducia, è fondamentale per intervenire su questa problematica con la terapia più adatta. In particolare, è necessario informare il medico nel caso di perdite molto consistenti e che si protraggono per un periodo di tempo prolungato, se esse si presentano dopo i rapporti sessuali, se si stanno assumendo farmaci o rimedi alternativi a base di estrogeni per il controllo dei sintomi della menopausa.

Perdite Marroni e Rosa in Menopausa: le cause principali

Quali possono essere le cause principali delle perdite ematiche dopo l’entrata in menopausa? Oltre ai già citati squilibri ormonali tipici di questo momento delicato per la vita di una donna, le cause delle perdite marroni in menopausa possono essere diverse.

  1. Stress: un innalzamento dei livelli di stress è da annoverare tra le cause principali di spotting in menopausa.
  2. Infezione o infiammazione: il verificarsi di questi stati, può essere molto più frequente in questo periodo della vita di una donna in quanto vi è una alterazione sia del pH vaginale che della flora batterica. Esse possono comportare sanguinamenti inattesi.
  3. Terapia farmacologica: lo spotting è tra gli effetti collaterali che possono verificarsi se si sta seguendo una terapia ormonale sostitutiva attraverso l’assunzione di estrogeni di sintesi o naturali.
  4. Atrofia endometriale: l’abbassamento dei livelli di estrogeni può comportare un assottigliamento e un aumento della secchezza delle pareti vaginali, con conseguente dolore durante i rapporti, bruciore, prurito e sanguinamento.
  5. Polipi o fibromi uterini: queste escrescenze, che possono formarsi nella cervice uterina o nell’utero, possono causare perdite ematiche.

Tutte queste cause di spotting durante la menopausa possono essere risolte in modo efficace previa una diagnosi che possa riconoscere tempestivamente il problema. Un’eventuale infiammazione e l’atrofia endometriale possono essere risolte attraverso l’assunzione di farmaci specifici. Il dosaggio della terapia ormonale sostitutiva può invece essere rivisto e riadattato, i polipi e i fibromi possono infine essere asportati chirurgicamente.

A seguito di una visita ginecologica potrebbe essere necessario sottoporsi ad ulteriori accertamenti: ad esempio dosaggio ormonale, ecografia transvaginale, pap-test, ma sempre su indicazione del proprio ginecologo.

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